Débats – Lundi 17 janvier 2022 – Strasbourg – Edition révisée

avril 1, 2022

Débats
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Lundi 17 janvier 2022 – Strasbourg Edition révisée
   

PRESIDENZA DELL’ON. ROBERTA METSOLA
Presidente f.f.

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 1. Reprise de la session
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Presidente. – Dichiaro ripresa la sessione del Parlamento europeo interrotta giovedì 16 dicembre 2021.

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 2. Ouverture de la séance
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(La seduta è aperta alle 18.14)

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 3. Cérémonie d’hommage à la mémoire du Président David Maria Sassoli
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Presidente. – È con grande tristezza che oggi ci apprestiamo a dare l’ultimo, commosso saluto al nostro Presidente.

L’Europa ha perso un leader, la democrazia ha perso un campione e noi tutti abbiamo perso un amico.

David era uno di noi. Era un uomo di grande visione e di profonde convinzioni. Sia come uomo che come politico ha sempre saputo tradurre in azioni concrete i valori in cui credeva.

Il destino ha voluto che fosse Presidente di questa Assemblea in un momento particolarmente difficile e delicato. Prendendo decisioni coraggiose, egli si è battuto affinché il Parlamento rimanesse attivo durante i mesi più critici della pandemia. Questo ci ha consentito di continuare l’attività legislativa e di approvare importanti pacchetti legislativi di cui l’Europa e i suoi cittadini avevano bisogno.

Ma ha voluto anche, fermamente, dare un segno concreto di solidarietà, mettendo le strutture del Parlamento a disposizione dei più fragili e in particolare delle donne soggette a violenza.

Egli non si è mai sottratto alle sfide e in questi due anni e mezzo ha guidato il Parlamento con dignità, equilibrio, onore e chiarezza di intenti.

Nella sua ultima dichiarazione pubblica, il Presidente Sassoli ha guardato retrospettivamente all’anno trascorso e ha detto: « in questo anno abbiamo ascoltato il silenzio del pianeta, abbiamo avuto paura ma abbiamo reagito, e costruito una nuova solidarietà, abbiamo lottato accanto a chi chiede più democrazia, più libertà, accanto alle donne che chiedono diritti e tutele. A chi chiede di proteggere il proprio pensiero. Accanto a coloro che continuano a chiedere un’informazione libera e indipendente ».

David ha lottato coraggiosamente, fino alla fine.

La sua battaglia contro la povertà, l’ingiustizia e l’isolamento ci sarà di esempio e il suo appello all’Europa per proteggere i più vulnerabili, abbandonare l’indifferenza e aiutare a costruire un nuovo mondo che rispetti le persone e la natura continuerà a risuonare ancora per lungo tempo in queste aule.

Era rispettato ed apprezzato per il suo modo schietto, per il suo impegno nei confronti dei nostri ideali europei e per la sua incrollabile determinazione a rendere questo mondo un posto migliore, più equo e più giusto.

Oggi, il Parlamento si unisce ad Alessandra, sua moglie, e ai loro figli Giulio e Livia, nel lutto per la sua prematura scomparsa. Prima di essere Presidente, era padre e marito. Forse per questo la nostra prima conversazione riguardava le sfide della politica e della famiglia, sull’importanza di lasciare un segno, sul fare la differenza.

David ha fatto la differenza. Ha lasciato un segno. Una volta, qualcuno ha detto: « le grandi vite sono quelle in cui le persone sentono una chiamata, hanno il senso di una vocazione ». David ha sentito quella vocazione, sempre con un sorriso.

La settimana scorsa, a Roma, le persone che lo conoscevano si sono classificate in due categorie: « o eri suo amico o suo grande amico ». Nel suo operato non c’era odio, né acrimonia, né rancore.

Il suo impegno per l’Europa non derivava solo dalla politica. Come giornalista era determinato a trovare la verità. Come Presidente ha guidato questa Istituzione avendo sempre a cuore la dignità, i diritti e le libertà di tutti.

Nei giorni difficili degli ultimi anni, ci ha guidato con saggezza, equilibrio e lungimiranza. Le sue parole ci hanno ispirato. Le sue azioni ci hanno incoraggiato. La sua calma schiettezza ci ha confortato.

Caro David, eri un amico, un mentore, un leader: il destino ha voluto che ci lasciassi prematuramente, quando ti restava ancora molto da fare, ma questa Assemblea onorerà il tuo operato e farà tesoro della tua eredità.

Questo Parlamento, il tuo Parlamento che hai tanto amato, ti ringrazia per quanto hai fatto.

A nome di tutti i tuoi colleghi e di tutti coloro che hai incontrato in questa incredibile avventura, ti rivolgo l’ultimo commosso e riconoscente saluto.

Grazie David, grazie Presidente.

(applausi)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Enrico Letta, Segretario del Partito Democratico italiano ed ex presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italialiana. – Signora Presidente, cara Alessandra, caro Giulio, cara Livia, signor Presidente della Repubblica, signor Presidente del Consiglio europeo, signori presidenti e capi di Stato e di governo, signore e signori deputati europei, signore e signori parlamentari, il sorriso, gli occhi e le parole.

Le sourire, les yeux et la parole. Avec ce triptyque, je veux commencer ce discours en mémoire de David. Le sourire, le sien. Les yeux, ceux des autres. La parole, celle de ceux qui n’ont pas de voix.

Le sourire, le sien, était un cadeau spécial et c’est la première pensée qui traverse l’esprit de chacun d’entre nous lorsque nous pensons à David. C’est l’image qui traduit sa force et sa sérénité. Son sourire était un don inné, mais son sourire était avant tout un état d’esprit: c’était le sourire de l’accueil; c’était le sourire de la compréhension; c’était le sourire de la bienveillance et de la cohérence.

Parce que le sourire de David, avant même d’être un don de la nature, si engageant et captivant, si capable de vous prédisposer au positif, était un sourire intérieur, le sourire de quelqu’un qui cherche toujours le bien dans chaque événement, le bien qui est présent dans chaque rencontre et dans chaque personne. Ce sourire nous a émus, nous a rassurés, nous a donné de l’espoir et ne nous a jamais fait défaut jusqu’au dernier jour, jusqu’à ce dernier message de Noël et jusqu’au dernier regard avec Alessandra, avec Giulio et Livia.

Les yeux: ceux des autres, ceux que David a cherchés, regardés et croisés. Ces yeux qui racontent les drames de notre époque. Je reprendrai l’un de ses plus beaux discours, celui de la commémoration du massacre nazi de Fossoli, en Italie. Les yeux de l’humanité, les yeux de Mauthausen comme les yeux de Srebrenica, des réfugiés syriens des mers, filmés sur les canots pneumatiques avant de se noyer dans la course vers un bonheur qui ne viendra jamais à cause de notre indifférence. David avait ce grand don de regarder au-delà. Il savait ne pas s’arrêter aux apparences; il savait aller à la substance.

La parole: celle des sans-voix. Sa vie entière a été consacrée à donner des mots aux sans-voix. Donner de l’espoir à ceux qui n’en ont pas. Cette prédisposition instinctive envers les autres s’est traduite dans la vie de David par la construction incessante d’espaces de dialogue et la pratique inlassable de l’écoute. C’est donc évidemment dans l’Europe que David a trouvé sa dimension la plus naturelle. Qu’est-ce que c’est, l’Europe, sinon le projet politique d’un espace de dialogue entre gens et pays différents, bâti sur des valeurs communes de solidarité et de réciprocité? L’Europe, c’est l’ouverture. David, donc, saisissait un point fondamental de l’identité européenne quand il disait que l’Europe n’est puissante que lorsqu’elle ne se referme pas sur elle-même.

Ainsi, à partir de ce concept, à l’institut Jacques-Delors, lors d’une rencontre inoubliable devant la rosace du collège des Bernardins à Paris, David avait développé un discours puissant basé sur l’Europe des valeurs. L’Europe est une puissance de valeurs ou elle ne l’est pas, une envie constante de ne jamais abandonner cette idée fondatrice de notre être ensemble. Relance, puissance, appartenance: la devise du semestre de la présidence française, Monsieur le Président de la République, est la démonstration que cette vision peut et doit être à la base d’un projet politique ambitieux.

In questi giorni in tutte le città italiane si sono moltiplicate incessantemente le manifestazioni di affetto nei confronti di David. I suoi funerali di Stato, voluti dal presidente Draghi – che ringrazio per essere qui anche oggi e per la sua straordinaria opera di servizio all’Italia – hanno rappresentato un incredibile momento di unità del nostro paese.

La cerimonia di venerdì scorso a Roma è stata un inno all’Europa; anche nel momento finale David ci ha lasciato una grande eredità. Quel giorno, con quella bandiera europea, con quel sentire tante lingue che si intrecciavano, abbiamo tutti sentito davvero che l’Europa non è solo direttive, istituzioni, acronimi. No, l’Europa sono innanzitutto le sue persone, le sue anime, i suoi cuori. Sì, abbracci, emozioni, sorrisi e anche lacrime.

E proprio da qui vorrei condividere una riflessione che ha il difetto di mettere una punta di amarezza nell’atmosfera così intensa di stasera, ma d’altronde, penso che una comunità di donne e uomini che si raccolgono nell’emozione della scomparsa di uno di loro a cui tanto abbiamo voluto bene debba anche trarre lezioni e usare parole non scontate.

Questi giorni di lutto sono per l’Italia anche quelli della difficile scelta del o della Presidente della Repubblica, colei o colui che prenderà il testimone di un presidente dalle eccezionali doti come Sergio Mattarella. Proprio in questi giorni si sono moltiplicate le voci di chi pensa che proprio David sarebbe stato quel presidente da eleggere lunedì prossimo. Voci di ogni orientamento politico. Io, parlando di questo tema con lui, un mese fa, nel suo ultimo incontro, registrai il suo sorriso e una frase che tengo nel mio cuore.

La lezione che traggo oggi è che la politica deve saper guardare oltre, oltre l’apparenza e l’immediatezza e fare scelte coraggiose. Perché quella scelta che appare ovvia ai più, oggi che David non c’è più, ieri non lo appariva, ma ora è tardi.

David sapeva guardare alla sostanza delle cose. Il suo costante impegno, la cura e il dialogo con chi è più lontano anche culturalmente hanno rappresentato il suo metodo politico, qualcosa che lui stesso rivendicava, e questo metodo rispecchia al meglio l’anima del progetto europeo, perché è così che è stata fatta l’Europa. L’Europa pensata nel manifesto di Ventotene, al quale tanto si ispirava David, motivo per cui è stato particolarmente bello l’annuncio oggi da parte del governo italiano di intitolare a David il progetto di recupero del carcere di Ventotene, quell’Europa che è unione nella diversità, parole che per David non erano uno slogan retorico, ma erano vera sostanza e metodo. David si è sempre impegnato per un’Europa che non cadesse nella tentazione dell’omologazione, lavorando invece per un’Europa rispettosa delle tradizioni e delle specificità. Questo richiede un lavoro faticoso e paziente, le fatiche di questo metodo a volte ci possono far arrabbiare, però è meglio arrabbiarsi e discutere in pace, come diceva David una volta in un discorso a Firenze.

E l’Europa è un progetto di pace, David ne era fortemente convinto sin dalle prime esperienze politiche, quando insieme ad alcuni amici prese parte a un gruppo politico chiamato La Rosa Bianca, direttamente ispirato a quei ragazzi cattolici tedeschi che si opposero al nazifascismo. L’Europa è allora per David un processo della storia in avanti, quindi un cantiere dai tempi lunghi che guarda naturalmente alle nuove generazioni. Anche per questo sostenibilità, lotta al cambiamento climatico non erano per David uno dei tanti paragrafi da inserire dentro un discorso sull’Europa.

Lo ascoltai l’estate scorsa a Montepulciano parlare degli obiettivi di sostenibilità con rinnovata forza e lungimiranza, con una visione nuova che affascinava i più giovani e li portava a capire immediatamente che per un futuro green e sostenibile dobbiamo volere un’Europa più forte, perché il livello nazionale non basta. Ogni colpo di piccone che diamo oggi all’integrazione europea allontana la meta della sostenibilità, allontana la promessa di un mondo ancora abitabile tra cent’anni, ancora bello come oggi.

Quel pomeriggio, circondati dalle splendide colline toscane, facevamo i conti con le nostre età e con la demografia, ci dicevamo che se avessimo avuto nipoti, loro avrebbero avuto una speranza di vita forse di più di 120 anni, avrebbero visto, loro, il mondo del 2150. Non fantascienza, stringente realtà. E come sarà quel mondo? Dipende dalle nostre scelte di oggi. Come i giovani, i nostri figli, i nostri nipoti lo vivranno dipende da noi, dal nostro amore per loro e per la nostra Terra, dal nostro coraggio nel limitare il nostro egoismo generazionale e soprattutto dal nostro impegno a costruire un’Europa più forte.

David sapeva che un’Europa forte non può esistere senza democrazia e Stato di diritto, perché un dialogo pacifico tra paesi e posizioni diversi può avvenire solo all’interno di un quadro di regole democratiche.

David strongly believed that democracy cannot be taken for granted. It must be fought for and defended. Democracy is not a gift but an achievement that must be earned over and over again. These beliefs were at the core of David’s actions as President of this Parliament.

During his mandate not only did he keep the light of European democracy on, but he also innovated it. He did so by making a choice that changed history. In 2020, when many institutions all over the world closed down, he chose to keep this Parliament open. Today, we take this choice for granted but, at that time, it was a contested, divisive and therefore brave, decision. With that decision, shared with all of you, David made history. You made history. By making the European Parliament a protagonist at a crucial time in our common history. That was not simply a symbolic gesture, but foremost one of substance. At a time when it was most needed, a functioning and proactive European Parliament enabled the EU to tackle the COVID-19 crisis, by using a more communitarian, over an intergovernmental, approach. By overcoming national vetoes and making the first concrete steps towards a real social Europe and a Europe of health. Once again, we have clear proof that this Chamber – all of you – are the very heart of the Union’s political life. Just imagine what the European response to the pandemic would have been like had the Parliament remained locked down. It would have been very different I am sure. David’s choice – your choice – contributed to a European response based on solidarity. In that watershed period, David directed all the energies of the European Parliament towards fighting the pandemic. When hospitals and intensive care units risked collapse, Parliament put its drivers and cars at the disposal of medical staff in Brussels, enabling them to reach sick people at home. In Strasbourg – here –Parliament’s premises were made available to host a COVID-19 screening centre for people in need. For many months in 2020, Parliament itself opened its doors, hosting women in need and providing cooked meals to the homeless and the poorest. This was David’s idea of Europe and European institutions: open to citizens and close to their needs.

Bringing citizens closer to European institutions was one of the goals David worked for with the most determination and passion. He was one of the first supporters of the Conference on the Future of Europe. Always ready to promote this innovate project of participatory democracy and to defend it from those who wanted to water it down. Just like he kept open the doors of this Parliament, David aimed at opening doors for citizens all over our continent. The participation of citizens was – and is – exactly what our democracy needs, now and in the future. It is the courage to keep the doors open, to defend and support our democracy. And it is with that courage that we – all of us gathered here today – should stay committed to make the Conference a success because this would be the best way also to honour David’s memory.

As President of this Parliament, David always worked to make citizens voices heard, especially the weakest voices. He did so when he fought to strengthen the social dimension of the Union. He did so when he denounced Europe’s reluctance to assume its political duties towards developing countries on vaccines. He did so in his constant attention to young people and students, for example in his battle to abolish the wrongful practice of unpaid internships in the offices of MEPs. And he did so when he condemned the unacceptable attitudes towards those who are fleeing war and hunger and who look at Europe as a land of hope. The truth is that we are not afraid of migrants but we are afraid of poverty, as he said. Europe cannot be a fortress. It has never been. David knew that a fortress Europe means a soulless Europe doomed to lose itself.

It was to save Europe that he strongly and repeatedly called for the construction of a common European asylum and migration system, to finally move beyond the Dublin regulation. This is also why he visited the border between Lithuania and Belarus and the border between Greece and Turkey on the Evros river to call for urgent solutions and to personally witness the dire conditions to which men, women and children were exposed.

The common thread of all these battles is clear: the European Union is a union of values. That is why we must stand firm against any authoritarian temptation, against the attempts to silence the press, to jeopardise the independence of the judiciary system and against the discrimination of minorities.

As President of this Parliament, David stood strongly in support of the values we hold dear because, as he said, democracy, freedom and the rule of law are never up for negotiation. David’s fight for democracy, freedom and the rule of law has been an inspiration to all of us. His fight has been a beacon of hope and it is on this word, hope, that I would like to conclude.

Hope was the mark of David’s leadership. There was hope in his smile, in his eyes and in his words. One of David’s lessons was that hope is not the certainty of victory, but it is an awareness that efforts for the common good are never in vain, because they will leave a positive seed in society. Every seed requires care and it requires time. So we have a duty to live fully, without wasting a single moment just like you did, David. A random life? Never. As you told friends to welcome this new year, you left an everlasting mark on European history and on our lives. We will carry on your work. Your fights will keep being our fights. We will never forget you. Addio, David.

(Applause)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Charles Michel, Président du Conseil européen. – Monsieur le Président du Parlement européen, c’est par cette adresse à ton attention, cher David, qu’ont débuté toutes les interventions prononcées à ce pupitre depuis maintenant deux ans et demi, dans ce temple de la démocratie européenne à l’intérieur duquel tu as déployé ton intelligence, ta vitalité, depuis maintenant 15 ans. En nous adressant ce soir une fois encore à toi, nous aurions tous tellement voulu t’avoir à nos côtés…

Président du Parlement européen, tu inspirais naturellement le respect, et cela bien au-delà de la fonction. Un respect pour ta personne, chaleureuse, empreinte de simplicité, authentique, souriante; et ferme, quand la maîtrise de la réunion le nécessitait.

Nous sommes ce soir rassemblés pour rendre hommage au Président du Parlement européen, à un dirigeant politique, à un fier européen. Mais d’abord, c’est à l’homme que nous disons adieu. David Sassoli est d’abord un fils, un père, un mari, un frère, un ami, un collègue, et je veux dire, solennellement, chaleureusement, affectueusement, toute ma compassion et mes condoléances à son épouse, à ses enfants, à sa maman, à toute sa famille, à tous ceux et celles auprès de qui il laisse un vide brusque et douloureux. Nous voudrions tellement pouvoir porter avec vous ne fût-ce qu’un peu de votre peine, Madame.

Une personnalité politique, c’est une femme ou un homme dont la nature profonde, le caractère, mais aussi le parcours et les expériences de vie déterminent un destin. Et la première rencontre, souvent, laisse un souvenir indélébile. Je me souviens bien de ma première rencontre avec David Sassoli. D’emblée, j’avais été marqué par son attitude détendue, généreuse, tout entier tourné vers les autres. Et puis ce visage si souriant, ce sourire, sa marque de fabrique. Et chez toi, David, le sourire ne ment pas et il dit beaucoup de ton âme. Il dit beaucoup de tes convictions, sincères et solides. Il dit tes forces et tes doutes.

Mario Monti, il y a quelques jours, a eu des mots justes et je veux ici le citer: «Les gens ordinaires comme les responsables politiques ont perçu en David Sassoli une façon de participer à la vie politique qui n’est pas cynique, qui n’est pas machiavélique, qui n’est pas tordue, qui n’est pas incompréhensible, pas essentiellement intéressée.» Et cette marque, cette signature, David, ton fils Giulio, à Rome il y a quelques jours, l’a résumée avec des mots qui sonnent juste: «David Sassoli, ce sont des idées fortes et une manière douce.»

Oui, tes convictions étaient fortes et elles ont défini tes engagements. D’abord, comme journaliste: informer, c’est se mettre au service d’un idéal, c’est aider les citoyens à éclairer le monde et à mieux le comprendre. Forts de cette compréhension, ils peuvent ensuite exercer leurs droits et leurs libertés en toute dignité et en toute responsabilité. Ce métier de journaliste, tu l’as pratiqué avec passion, avec une élégance aussi, qui a laissé un souvenir indélébile auprès de millions de téléspectateurs et de citoyens italiens.

Et puis l’autre matrice de ton engagement, connue de tes proches avant qu’elle ne trace progressivement la route de ton action politique, ce sont les idéaux de justice sociale et de solidarité. C’étaient tes étendards et, bien plus que des étendards, c’étaient aussi les actions concrètes que tu portais, comme tes décisions prises en tant que Président du Parlement, par exemple d’ouvrir les portes de cette maison afin de venir en aide aux plus démunis, spécialement les femmes, durant la pandémie.

De notre coopération, des moments que nous avons passés ensemble, je garde, cher David, des souvenirs précieux. Des moments qui montrent que la bienveillance, c’est une force et ce n’est jamais une faiblesse. Des moments qui montrent que tu avais le souci constant de rassembler, pour nous tourner ensemble vers l’avenir, pour susciter aussi des idées nouvelles pour l’Europe.

Je suis certain qu’Ursula se souvient comme moi de ton initiative de nous réunir – c’était en janvier 2020, à Bazoches, en France, dans la maison de Jean Monnet –, pour réfléchir et préparer ensemble les défis de cette législature européenne qui s’ouvrait devant nous. Et je me souviens plus spécialement du dîner dans cette salle à manger familiale. Tu y as fait régner une atmosphère qui mêlait complicité, enthousiasme, générosité, mais aussi la conscience partagée de la puissance de nos valeurs démocratiques européennes. Ce soir-là, j’ai appris à te connaître. J’ai découvert une personnalité attachante, réellement ferme sur les valeurs et tellement attachée à ce sens du compromis qui forge l’unité européenne.

Ce sont ces qualités-là, nous ne le savions pas sur le moment, qui se sont révélées quelques mois plus tard tellement utiles, tellement précieuses lorsqu’il s’est agi de nous mobiliser pour adopter le budget et le plan de relance européens.

Nous avons aussi fait face avec toi à la concrétisation du Brexit et c’est ensemble, lors d’une conférence de presse à Bruxelles, que nous avions décidé de marquer symboliquement ce jour du Brexit de notre détermination commune à faire progresser le projet européen au service de tous les citoyens.

Aujourd’hui, on peut le reconnaître, il n’était pas simple alors de transformer ce revers politique en un moment d’optimisme. Et David Sassoli a eu les mots justes et les mots enflammés pour défendre le projet européen. Des mots qui venaient du cœur, des mots qui captivent l’auditoire, des mots qui font bomber le torse, relever la tête. Des mots qui donnent envie d’avancer plus vite et plus loin.

Tu disais, David – et c’est tellement vrai –, que si les pouvoirs autoritaires critiquent ou attaquent l’Europe, c’est parce que notre démocratie, nos libertés, nos valeurs leur font peur. Si cela marche chez nous, cela peut marcher ailleurs aussi. Les valeurs européennes de liberté et de démocratie sont des menaces existentielles pour les autocrates partout dans le monde. Et ce jour-là, j’ai vu comment le souriant, le bienveillant David Sassoli pouvait aussi se transformer en tribun passionné, un véritable lion au service de la démocratie européenne.

Et puis, je n’oublie pas non plus ces moments, parfois publics, parfois à huis clos, où David portait haut ses messages et ceux du Parlement européen, sans craindre d’incommoder, voire de contredire les opinions ou les décisions des chefs d’État ou de gouvernement. Par exemple lors de cette conférence à Bled, en Slovénie, en septembre dernier, au lendemain de la chute de Kaboul, suscitant des remous, des bruissements au premier rang de la salle. Tu y avais critiqué vertement les gouvernements, à ton goût trop frileux sur les questions migratoires. Et là, j’ai vu David Sassoli, sourire aux lèvres toujours, mais combattant, le regard perçant, la parole sans concession.

Enfin, il y a un mois à peine, c’était le 16 décembre dernier, nous étions ensemble à la même table du Conseil européen. Selon la tradition et avec ton habituelle bienveillance chaleureuse, tu entamais les travaux en nous présentant les positions du Parlement sur les sujets à l’ordre du jour. Et je me sens touché et ému en repensant à ce moment et en relisant ton discours. Parce que, en effet, tu nous avais dit – était-ce prémonitoire? – vouloir aller au-delà des thèmes d’actualité pour parler de la rénovation du projet européen. Et je peux y voir aujourd’hui une forme de testament politique. Tu y appelais de tes vœux – et je te cite – «un nouveau projet d’espérance pour l’Europe. Un projet qui puisse incarner notre Union, nos valeurs et notre civilisation». Et, de façon concrète, tu proposais que ce 9 mai prochain soit l’occasion d’une grande manifestation qui témoigne de notre attachement vigoureux à ce projet.

David, tu t’en vas et c’est à nous maintenant qu’il incombe d’être fidèles à l’engagement sur lequel tu avais conclu – et je te cite ici aussi: «À charge pour nous, disais-tu, de traduire ces visions en actes pour que l’Europe tienne son rang et ses promesses au service de tous les Européens.»

Tenir son rang. Cher David, tu as fait ta part et bien au-delà pour que l’Europe tienne son rang. Tu as tenu ton rang d’homme. Tu as tenu ton rang de citoyen. Tu as tenu ton rang de dirigeant politique, engagé avec ferveur pour nos valeurs communes.

Tu t’en vas, David, et une part de toi reste en chacun de nous. Nous sommes inspirés par ton exemple. Merci, cher Président. Merci, cher David. Repose en paix.

(Applaudissements)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Emmanuel Macron, Président de la République Française et président en exercice du Conseil. – Madame la Présidente du Parlement européen, Monsieur le Président du Conseil européen, Mesdames et Messieurs les chefs d’État et de gouvernement, Mesdames et Messieurs les députés européens, Mesdames et Messieurs les parlementaires, chère Madame, chère Alessandra, chers Giulio et Livia, Mesdames et Messieurs, il y a moins de deux mois, dans ce même amphithéâtre, nous rendions hommage, avec David Sassoli, à une grande figure d’Européen disparue, Valéry Giscard d’Estaing. Il était là, il prenait la parole. Nul alors ne pouvait se douter de sa propre disparition. Et avec la même fougue qui vient d’être décrite à l’instant, avec la même conviction, avec la même force, il disait si bien son propre attachement à l’aventure européenne et à ce qui nous lie tous et toutes.

C’est avec émotion que j’évoquerai le souvenir d’un homme d’une bienveillance rare, que tous ont évoqué avant moi, dont le sourire, les idéaux et la vision étaient assez larges pour un continent. Avec un sentiment d’admiration aussi, pour la carrière brillante qui le mena de l’école de journalisme jusqu’aux plateaux du 20h italien et ici même. Avec, encore, un sentiment de reconnaissance pour son parcours politique exemplaire aux trois mandats de député européen, lui qui fut porté sur les bancs de ce Parlement en 2009, tournant alors la page du journalisme, ouvrant un nouveau chapitre de sa vie, écrit à l’encre de l’engagement politique, et dépassant les frontières italiennes. Avec, enfin, un sentiment de dette, pour la construction européenne, pour toutes ces pierres qu’il a apportées à notre édifice d’aujourd’hui, en artisan ardent, et toutes celles qu’il a taillées pour demain, en architecte fervent.

Lorsqu’il fut élu vice-président du Parlement, en 2014, il donna très vite le ton et le tempo. En charge du budget, il tint les cordons de notre bourse commune avec discernement et efficacité et avec cet esprit d’ouverture, cette ambition d’ouverture que vous venez à l’instant de rappeler. Responsable du dialogue avec les pays de la Méditerranée et du Moyen-Orient, il ouvrit plus grande la fenêtre de l’Europe vers le sud avec un talent qui rappelait qu’il était lui-même un fils de la Méditerranée. Il sut aussi faire dialoguer notre Union avec les Balkans occidentaux, tissant de nouveaux liens avec la Macédoine du nord et l’Albanie, où il fit de nombreux déplacements, en émissaire attentif et efficace.

Plusieurs de ses combats viennent d’être ici rappelés. «Cuore e ambizione», cœur et ambition, martelait son discours d’investiture en 2019. Du cœur et de l’ambition, avec vous il en eut. Il lui en fallut plus qu’à tout autre président du Parlement sans doute, lui dont le mandat fut frappé, au bout de six mois à peine, par cette pandémie qui contraint encore nos existences. Lui qui se soucia jusqu’au dernier moment de la bonne organisation de votre session plénière qui se tient cette semaine.

Même au plus vif de la crise, faisant le choix douloureux de se confiner à Bruxelles, loin des siens, pour se consacrer pleinement à sa tâche, il ne se laissa pas dicter ses réponses par la panique, mais s’attacha à discerner la voie de la prudence et de la raison, de l’ambition aussi, de la solidarité. Avec vous, le choix fut fait de rester ouvert, de travailler, d’organiser.

Très vite, il mobilisa aussi les locaux désertés du Parlement, tant à Strasbourg qu’à Bruxelles, pour la préparation de repas destinés à des familles dans le besoin, pour l’installation d’un centre de dépistage, pour l’accueil de femmes victimes de violences. Envoyant à l’Europe entière un visage d’humanité, d’exemplarité.

Car l’Europe qu’il défendait est solidaire: solidarité entre ses citoyens, comme entre ses membres. L’Europe qu’il défendait est forte, de la force de l’unité. À la fois ordonnateur et pacificateur de cet hémicycle, il confrontait les idées, jamais les personnes. Capable de rapprocher des interlocuteurs que tout semblait éloigner, langue, culture ou caractère, ce don personnel lui permettait de dissiper les réticences, de forger les consensus.

Par volonté et par talent, il fit merveille pour faire advenir une réponse concertée à la crise, montrant qu’une des principales leçons de cette épreuve ne résidait pas seulement dans la souveraineté des États mais aussi dans une souveraineté collective, car notre souveraineté, en ce troisième millénaire, ne peut se passer d’Europe. Malgré les replis et les remous, il fit ainsi émerger une majorité qui posa les fondements d’un endettement commun, d’une Europe qui fait véritablement front uni, et qui écrit ensemble son destin.

Au-delà de l’urgence sanitaire, il ne perdit jamais de vue la défense de l’état de droit, sur notre continent comme ailleurs, cette défense qu’il porta tout au long de son mandat, tout comme les enjeux climatiques et migratoires, militant pour un nouveau pacte commun, pour une ambition plus forte.

Il porta aussi avec d’autres la Conférence sur l’avenir de l’Europe sur les fonts baptismaux, fidèle à sa conception d’une Union plus incarnée, de ses racines à sa cime, plus proche de citoyens plus impliqués. De son discours du 9 mai 2021, à l’occasion du lancement de la Conférence, je retiens cette foi en l’efficacité de la démocratie: face aux tentations autoritaires, elle seule peut protéger nos libertés individuelles et collectives, la dignité humaine, la paix, la sécurité, et le progrès social.

Lui qui grandit à Florence et étudia à Rome faisait honneur à ces deux flamboyantes capitales de l’humanisme européen, par son sens profond de la dignité de l’homme, renforcé encore par ses idéaux.

Ce soir je m’incline devant sa famille, à qui j’adresse mes condoléances les plus sincères, et aussi devant tous ses proches, ses compagnons de route et de combat, cher Rico, devant tout le peuple italien, cher Mario, tous les parlementaires européens, ici présent, comme son équipe la plus rapprochée et l’ensemble des personnels du Parlement européen qui, toutes et tous je le sais, étaient si attachés à lui.

Cette Europe dont il a tenu le gouvernail en pleine tempête et qu’il a pourtant su arrimer à l’avenir lui survit, plus forte et plus unie. Un peu de lui se perpétue à travers elle. Un peu de lui se poursuit à travers nous, par cette flamme européenne que nous continuerons d’attiser. Celle de son ultime discours du 16 décembre dernier, d’une Europe pour innover, protéger, rayonner.

Alors nous garderons tous et toutes en mémoire la douceur de son sourire, tout à l’heure évoqué, la détermination presque métallique parfois de son regard, cette force, surtout lorsqu’il parlait d’Europe et des valeurs, et cette pudeur qui lui allait si bien et qui est si rare dans notre monde. Cette pudeur qui était tout à la fois cette alliance de respect et de tendresse à l’égard de l’autre et une volonté au fond de ne trop rien dire de soi.

Alors ce soir, ce sont ces combats que nous garderons en mémoire, mais c’est aussi ce visage, fait de détermination, de douceur et de pudeur. Au fond, le visage d’un Européen de bonne volonté.

(Applaudissements)

 
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Musical interlude:

Suite No. 1 in G major, BWV 1007

Prelude by Johann Sebastian Bach played by Ms Anne Gastinel, cellist

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Iratxe García Pérez, presidenta del Grupo S&D. – Señora presidenta, Alessandra, Giulio, Livia, señorías, decía Jacques Delors que a Europa le falta alma; pues bien, David Sassoli encarnaba precisamente esa alma de Europa.

Este es quizás el discurso más difícil, el más doloroso, porque no hemos perdido solo a un gran presidente: hemos perdido a un compañero, a un amigo, y Europa ha perdido a un político ejemplar. La política como servicio al bien común, como esfuerzo colectivo para mejorar la vida de las personas, y todo siempre con una sonrisa, con una mirada amable y una voluntad sincera de tender puentes, de avanzar juntos sin dejar a nadie atrás, y, sobre todo, preocupándose de los más vulnerables, de quienes necesitan de la política para salir adelante, porque el valor de la persona, su dignidad, es la medida de nuestras políticas, como decía David.

En el discurso inaugural de su presidencia, en esta misma Cámara, enumeraba los valores fundacionales de nuestra Unión —libertad, dignidad y solidaridad—, por los que debemos trabajar dentro y fuera de Europa, y a ello dedicó David su vida, a este noble objetivo, y a su familia, y a sus amigos. Durante los últimos dos años y medio se dedicó enteramente a esta Casa, que es la casa de la democracia europea. Tuvo que afrontar la peor crisis que haya conocido el continente desde la posguerra: debemos agradecerle su empeño por que este Parlamento permaneciera abierto y operativo, aunque eso supusiera vivir alejado de su familia y estar al pie del cañón durante los peores momentos.

En circunstancias muy difíciles aprendimos a trabajar juntos, siempre con esa amplia sonrisa y esa mano tendida que realmente lo hacía todo más fácil. Alzó la voz de este Parlamento para pedir una respuesta europea de solidaridad, con un fondo de recuperación financiado de forma conjunta para poder ofrecer esa respuesta europea, pero, además, David no olvidaba las necesidades más urgentes: cuando todo estaba cerrado en los peores momentos —muchos de ustedes lo han recordado ya—, montó un comedor social aquí, en el Parlamento, y un centro de acogida para mujeres víctimas de violencia de género en estas instalaciones. En su último vídeo, en diciembre, volvía a recordarnos la obligación de cuidar a los más débiles, y que la protección social es nuestra seña de identidad como europeos y europeas.

Son muchas las personas que guardan un recuerdo entrañable de David porque se hacía querer: desde todos los grupos políticos y desde todos los rincones de Europa llegan muestras de afecto por la pérdida de un hombre bueno, comprometido, europeísta apasionado, capaz de dialogar y al mismo tiempo mantenerse firme en sus principios de libertad, democracia y solidaridad. Por eso, el mejor homenaje que hoy le podemos hacer es continuar con su legado: construir la Europa social y una política migratoria que ponga en el centro a las personas; trabajar unidos para hacer realidad la Europa a la que él dedicó su vida.

Como sabéis, David era además una persona muy generosa, así que hoy le voy a pedir un último favor: le voy a pedir prestada un poco de esa fe cristiana que él tenía, y de la que yo carezco, para pensar que allí donde esté podrá ver el afecto y el respeto que ha dejado entre todos nosotros.

Caro amico, caro Presidente, rimarrai sempre con noi.

(Applausi)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Manfred Weber, President of the EPP Group. – Madam President, the entire European Parliament pays tribute to our president, David Sassoli. We were all heartbroken by the news of his death. It was a shock. With his kindness, his values, European vocation, the seriousness and the spirit of compassion for helping those in need, David Sassoli is and was a great European. We owe him a lot.

Our thoughts are, first of all, with his family: his wife, Alessandra Vittorini, and his two children, Livia and Giulio.

Personally, I am losing a friend.

He was a role model of professional ethics in both journalism and politics, far from loudness and dirty tactics. Indeed, David Sassoli will be remembered as a bridge builder, inspired by the idea of serving his community. Both his communication style and his political culture were inspired by the values of tolerance and solidarity. I loved to work with David. David was a real bridge builder. His roots lay in social Catholicism, and he was a committed social democrat, who not only listened to other opinions but also was able to build up on these different opinions, common solutions, to build up bridges.

With his death, the European Parliament loses a passionate politician, a thoughtful leader and a great personality. His home was Italy, but his destiny was Europe. For example, he was in Berlin when the Wall fell. For him, the fall of the Berlin Wall was a European event, the founding episode of today’s Europe, which made the east, west, north and south of Europe stronger together. This togetherness and the unity of all Europeans was his approach to leading our European Parliament. David Sassoli repeatedly affirmed that young people want a different and more united Europe. He also reiterated his firm belief in the future of Europe, especially in the inauguration of the Conference on the Future of Europe, of which he is also one of the leading architects.

And I quote him, ‘I am personally convinced that the awareness of our unity and a common destiny is shared by the majority of citizens and decision-makers. Let us overcome our differences and work together, while respecting our diversity, to lay the foundations for a new social, democratic and European contract. Let us make a stronger, more resilient, more democratic and more united Europe.’

Let us all work together to ensure that his legacy sees the light of day.

Grazie mille di tutto, caro David. Riposa in pace.

(Applausi)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Dacian Cioloş, ancien Président du groupe Renew. – Madame la Présidente, tout d’abord, je souhaite remercier mon collègue Stéphane Séjourné de me permettre de m’adresser, au nom de mon groupe, à la famille de David et à vous tous.

J’ai eu l’occasion de le connaître et de travailler avec lui pendant plus de deux ans. Au-delà de tous les mots qu’on peut dire sur son activité politique et sur sa bataille pour faire du bien aux gens, ce qui m’a marqué, ce qui m’a aidé à travailler avec David, c’était son ouverture de cœur. Et cela n’est pas toujours naturel dans le milieu dans lequel on se trouve. Ce n’est pas toujours ce qu’on cherche d’abord. Mais quand on arrive à ouvrir la voie du cœur, il y a beaucoup, beaucoup de choses qui peuvent se résoudre.

David aimait les gens et les gens l’aimaient. J’ai encore senti cela pas plus tard qu’il y a quelques jours, à Rome, où j’ai passé le week-end après les funérailles de vendredi. Je déambulais dans la rue et j’ai eu l’occasion d’entendre à côté de moi, au restaurant ou dans la rue, des gens qui avaient la photo de David distribuée dans la ville par le parti démocrate, des gens qui s’arrêtaient et qui parlaient de David, qui échangeaient à son propos. Car si David a eu cette activité journalistique, c’est parce qu’il aimait les gens, parce qu’il aimait transmettre des choses aux gens – et il le faisait sincèrement. C’est sans doute une des raisons pour lesquelles il était apprécié en tant que journaliste.

Je suis sûr qu’il a franchi le pas vers la politique parce qu’il voulait faire encore plus de bien autour de lui, de manière très concrète. Il en a ressenti le besoin. C’est ce que j’ai senti en travaillant avec lui. Vous savez, on a eu peu de temps pour travailler dans des conditions normales parce que la pandémie est venue. C’est ensemble, avec David, que nous nous sommes battus pour garder cette institution ouverte, pour la faire travailler. À ce sujet, David a été très clair et très ferme dès le début. Mais au-delà de toute affirmation de responsabilité qu’il avait en tant que Président, il n’a pas oublié les gens. Et puisque nous n’étions pas dans les locaux, il a décidé de les ouvrir aux femmes qui en avaient besoin et aux personnes démunies, et de mettre à disposition les voitures du Parlement pour aider les gens qui en avaient besoin. Toujours dans cette ouverture d’esprit, cette ouverture de cœur et cet humanisme qui n’ont pas été vécus seulement en pensée et qui n’ont pas été transmis seulement par les paroles, mais aussi par les actes et par les faits.

Je pense que nous avons beaucoup à apprendre de ce genre de personnalités qui nous sont envoyées. C’est un peu l’esprit angélique qui traîne parmi les gens, parmi les mourants, une façon à travers laquelle la vie nous fait sentir que, même quand on assume des responsabilités au sommet des institutions, on doit rester humain, on doit rester avec le cœur ouvert. Naturellement, on pense beaucoup avec la tête, mais souvent, les bonnes décisions se prennent avec le cœur. Quand un homme politique apprend à travailler avec le cœur, le monde autour de lui devient meilleur.

C’est ce que m’a offert David pendant ces plus de deux années au cours desquelles j’ai travaillé avec lui. J’ai eu l’occasion de sentir l’authenticité de cette façon de voir et de faire vendredi, quand j’ai entendu Giulio et Livia parler de leur père: il était très clair pour moi que ce que David avait dans le cœur, il a su le transmettre à ses enfants. Il a su aussi le transmettre autour de lui avec le naturel avec lequel il a vécu toute sa vie, jusqu’au dernier moment.

Condoléances, chère Madame, condoléances Livia et Giulio, et condoléances aussi à Lorenzo Mannelli, qui a été à ses côtés jour et nuit pendant que David assumait ses responsabilités ici, dans cette maison.

(Applaudissements)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Ska Keller, Co-President of the Verts/ALE Group. – Madam President, dear colleagues, dear family of David, last week, we not only lost a political leader but also a member of our European family. And as it always is with family members, they leave a painful void – a void that will be felt in this Parliament for a very long time.

President Sassoli was a committed, heartfelt pro-European. He carried a deep conviction that Europe’s future could only be ensured by working together, by overcoming the borders of the past. He leaves us a big legacy and it is up to us now to continue on this path. His conviction and passion for Europe is our guidance for the future.

In his political life, President Sassoli could always rely on the power of the better argument. He was a man of political discussions striving to change people’s minds and convictions with the power of words. And thanks to his visions, humour and his compassion, he was able to connect with people and build lasting ties.

In the current political climate that is so often shaped by polarisation and antagonism, he was able to build bridges and bring people together. He was, in that sense, a politician of the best kind and the best ambassador for our democratic House.

President Sassoli and I saw eye-to-eye on many big challenges that our continent is facing today – be it on climate change or on the need for a truly social Europe. It was, however, his continuous battle against the humanitarian disaster of people suffering and dying at EU borders that brought us together the most.

I will always honour David for his very clear words and deeply human approach. He impressed me as he did not shy away when the call for rescuing people at sea was far from popular, while he was convinced it is a human duty.

Dear Members of this House, we have lost a most distinguished colleague and a great European politician. My deeply felt condolences go to the family of David, who have lost so much more. David Sassoli, President of the European Parliament, will be missed deeply and he will not be forgotten.

(Applause)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Marco Zanni, Presidente del Gruppo ID. – Signora Presidente, come dimostra oggi quest’Aula, credo che il rispetto e il dolore per la scomparsa della figura istituzionale della persona di David Sassoli ci debbano riunire oggi in un ricordo condiviso, che copra tutto l’arco politico di questo Parlamento e che vada oltre la famiglia alla quale David apparteneva.

La visione politica del gruppo che rappresento, come sapete, non è affine a quella che portava avanti David. Nondimeno, abbiamo sempre avuto la rispettosa consapevolezza che figure come la sua, quella di un uomo gentile, colto, che credeva davvero nelle proprie idee, con autentica passione, e che le portava avanti con devozione e serietà, dessero e diano lustro alla politica tutta.

Le testimonianze unanimi di stima e affetto nei suoi confronti – non ultimo il sincero saluto che, come parte delle istituzioni, gli abbiamo tributato venerdì a Roma durante i funerali di Stato – esprimono meglio di ogni parola il segno che l’uomo Sassoli ha lasciato impresso in ciascuno di noi, ben oltre la sfera dei suoi affetti personali, a cui oggi rinnoviamo le nostre condoglianze.

Proprio qualche settimana fa, a dicembre, come spesso accadeva, avevamo avuto modo di incontrarci e scambiare qualche opinione qui a Strasburgo, durante l’ultima sessione plenaria dell’anno e appena pochi giorni dopo, in occasione delle festività natalizie, ci eravamo sentiti per scambiarci gli auguri di nuovo anno.

Il confronto con David è sempre stato segnato da una grande cordialità, da un sincero e reciproco rispetto, e ancora ricordo i suoi occhi sorridenti, le pacche sulle spalle, la semplicità con la quale si approcciava a chiunque all’interno di questi palazzi. Una semplicità che lo ha contraddistinto sempre, nonostante il ruolo di alto profilo a cui si era dedicato in questa istituzione. Una dedizione che da Presidente del Parlamento europeo ha dimostrato concretamente e con coraggio fino ai suoi ultimi giorni e per la quale oggi gli siamo riconoscenti.

Buona strada David, che il tuo sorriso e la tua tenacia siano d’ispirazione a tutti noi ancora per lungo tempo.

(Applausi)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Raffaele Fitto, Copresidente del Gruppo ECR. – Signora Presidente, autorità, onorevoli colleghi, familiari, la prematura scomparsa del Presidente Sassoli ha lasciato un vuoto in ciascuno di noi, ma al tempo stesso un ricordo che chi l’ha conosciuto porterà sempre con sé, quello di un uomo serio, gentile e rispettoso dei suoi interlocutori indipendentemente dai ruoli, dalle funzioni e dalle idee.

Il Presidente Sassoli in questi anni ha svolto il suo ruolo con grande abnegazione, cercando di rendere questa Istituzione, dal suo punto di vista, vicina ai reali bisogni dei cittadini. Il garbo istituzionale, il suo impegno per garantire i lavori del Parlamento anche durante la pandemia, l’aver svolto il suo ruolo con la stessa dedizione di sempre, anche durante i mesi della malattia, che con grande dignità ha vissuto fino all’ultimo giorno, dimostrano in modo molto chiaro che la caratteristica che ha vissuto il Presidente Sassoli è per noi un esempio.

Ma il suo principale elemento e premura era quello di organizzare e di rendere funzionale il lavoro del Parlamento. Tutto questo a prescindere dal ruolo. E tutto questo è un segno di un uomo politico di grande spessore, dotato di grande rispetto per le istituzioni.

Non è un mistero che, rispetto al nostro gruppo, il presidente Sassoli aveva visioni e posizioni molto diverse, a partire dal processo di riforma dell’Unione europea, che spesso ci ha portato anche a vivaci scambi di opinione, ma questo al tempo stesso non ha mai impedito di avere in questi anni, sia in quest’Aula, ma anche all’interno della Conferenza dei presidenti, un confronto costruttivo e rispettoso di tutte le posizioni, dimostrando intelligenza, lungimiranza e sensibilità politica.

Ma David non era solo il Presidente del Parlamento, con il tempo era diventato anche e soprattutto un amico. La diversità delle posizioni non è mai stata un limite al rafforzamento e alla crescita del rapporto personale, che è cresciuto e si è consolidato con il tempo. E anche in quest’ultimo periodo, quando ci vedevamo, quando ci sentivamo o ci parlavamo, avevamo l’occasione per poter ribadire questi sentimenti, questo rispetto e questa amicizia.

Sono tanti gli episodi che personalmente potrei citare e che custodirò nella mia mente e soprattutto nel mio cuore per ricordare un grande amico. Mi piace ricordarlo con le sue grandi passioni, con la sua grande ironia, con quel suo sorriso che tutti hanno richiamato, sempre pronto ad ascoltare e a dare consigli utili.

Credo che sia importante oggi, a nome del gruppo dei conservatori, rivolgere un sincero e vero, sentito, non formale, cordoglio innanzitutto alla famiglia, alla signora Alessandra, ai figli Giulio e Livia, alla comunità politica del Partito Democratico e del gruppo dei Socialisti e Democratici, anche al suo staff, che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare, anche loro profondamente colpiti in questa vicenda.

Sono sicuro – e questo lo dico da avversario politico – che anche se, terminato il suo ruolo di Presidente, nei prossimi mesi ed anni, il suo contributo per l’Europa sarebbe stato in grado di affrontare le sfide presenti e future e sarebbe stato utile e fondamentale.

Le diversità di opinione come reale arricchimento, il rispetto come cifra distintiva del suo impegno politico: sono questi i principali insegnamenti che quest’Aula, che la politica europea e la politica italiana dovrebbero apprendere e portare avanti per i prossimi anni.

Mancherà alle istituzioni europee, mancherà alla politica tutta, mancherà a noi tutti un interlocutore capace, serio, credibile e rispettoso.

(Applausi)

 
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Martin Schirdewan, Co-President of The Left Group. – Madam President, dear family and loved ones of David, dear colleagues, let me start on a more personal note.

The ceremony today is very moving because we are not only commemorating our President of the European Parliament, David Maria Sassoli, we are also commemorating a colleague and a friend whose optimism, openness and will for cooperation will be deeply missed.

David’s entire work has been based on a deep-rooted, humane perspective on politics and society. As President of this Parliament, that many consider the beating heart of European democracy, David set out to strengthen democratic procedures and the rights of the European Parliament, and his political ambitions were always driven by the deepest respect for democracy.

But he did not do that for the sake of his role or for the sake of this institution alone. He did it first and foremost for European citizens whose voice he wanted to be heard, whose aspirations and demands he wanted to see realised by and through this very Parliament. And from the very start of his Presidency, he reminded us relentlessly that democracy cannot be taken for granted. And that democracy is under attack every day and that it has to be defended every day.

Already in his first speech as President, and we saw that earlier today, he expressed his conviction that European integration, European democracy have their roots also in the destruction, devastation of Europe caused by nationalism and fascism. European democracy and anti-fascism are two sides, and were two sides for David, of the same coin.

This week, the European Parliament is about to elect its new leadership. Dear colleagues, the best way to commemorate David Sassoli is to follow his legacy and to ensure that all democratic voices are heard with the same respect in this institution now and in the future. Thank you and farewell David.

(Applause)

 
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European anthem – Symphony No. 9, Op 125 ‘Ode to Joy’

by Ludwig van Beethoven

played by a quartet of the Strasbourg Philharmonic Orchestra

and Soprano Francesca Sorteni

 
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PRESIDÊNCIA: PEDRO SILVA PEREIRA
Vice-Presidente

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 4. Reprise de la séance
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(A sessão é retomada às 19h54.)

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 5. Approbation des procès-verbaux des séances précédentes
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Presidente. – Caros colegas, está reaberta a sessão. E começamos pela aprovação das atas. As atas e os textos aprovados das sessões de 13, 14, 15 e 16.12.2021 já se encontram disponíveis.

Há alguma observação? Não vejo observações.

A ata está, portanto, aprovada.

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 6. Composition du Parlement
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Presidente. – Na sequência da nomeação da Sr.ª Schreinemacher como Ministra do Comércio Externo e da Cooperação para o Desenvolvimento do Governo dos Países Baixos, o Parlamento declara a correspondente abertura de vaga, com efeitos a partir de 10 de janeiro de 2022, nos termos do Regimento.

As autoridades competentes da Alemanha comunicaram ao Presidente que o Sr. Malte Lenz Gallée foi eleito deputado ao Parlamento Europeu em substituição do Sr. Sven Giegold com efeitos a partir de 22 de dezembro de 2021.

Gostaria de desejar as boas-vindas ao novo colega e de recordar que o mesmo tem assento no Parlamento e nos respetivos órgãos no pleno gozo dos seus direitos, nos termos do Regimento.

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 7. Annonce des candidats à l’élection au poste de Président
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Presidente. – Caros colegas, como sabem, amanhã procederemos à eleição do Presidente do Parlamento Europeu, em conformidade com o disposto no nosso Regimento.

Gostaria de relembrar que, no seguimento da decisão da Conferência dos Presidentes de 12 de janeiro de 2022, as eleições do Presidente, dos Vice-Presidentes e dos Questores serão organizadas num formato a distância, em conformidade com as instruções e modalidades que todos receberam por correio eletrónico em 12 de janeiro de 2022.

Nos termos do artigo 15.º, n.º 1, as candidaturas são apresentadas, com o acordo dos interessados, por um grupo político ou por um número de deputados que atinja pelo menos o limiar baixo. Podem ser apresentadas novas candidaturas antes de cada uma das voltas do escrutínio.

Até ao final do prazo de hoje, às 17h00, foram apresentadas, nos termos das disposições pertinentes do Regimento, as seguintes candidaturas ao cargo de Presidente do Parlamento Europeu:

– Alice Kuhnke

– Roberta Metsola

– Sira Rego

– Kosma Złotowski

Os candidatos confirmaram que as candidaturas foram apresentadas com o seu acordo.

Amanhã, às 09h00, realizar-se-á uma breve apresentação das candidaturas no nosso plenário.

A primeira volta do escrutínio está agendada para amanhã, às 09:30. A votação terá uma duração de 45 minutos e encerrará às 10h15. Uma vez encerrada a votação, os deputados deixarão de poder exercer o seu direito de voto nesse limite horário.

Gostaria de recordar a importância das votações estritamente pessoais e por escrutínio secreto para a nossa instituição.

As instruções relativas à eleição do Presidente foram distribuídas por via eletrónica a todos os deputados.

 
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 8. Suites données aux positions et résolutions du Parlement: voir procès-verbal
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 9. Questions avec demande de réponse orale (dépôt): voir procès-verbal
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 10. Dépôt de documents: voir procès-verbal
debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 3 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée 11. Levée de la séance
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debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 4 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée
 

debats lundi 17 janvier 2022 strasbourg edition revisee 5 Débats - Lundi 17 janvier 2022 - Strasbourg - Edition révisée  Presidente. – A sessão será reiniciada amanhã, terça-feira, 18 de janeiro, às 9 horas, com a referida apresentação dos candidatos à eleição para o cargo de presidente. Está encerrada a sessão.

(A sessão é encerrada às 20h00)

 

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